WE LOVE JAPAN: VIAGGIO NEL CUORE DEL GIAPPONE

7 CURIOSITÀ PER CONOSCERE IL PAESE DEL SOL LEVANTE DA UNA NUOVA PROSPETTIVA

Il nostro viaggio in Giappone è stata un’esperienza mistica ai confini del mondo. Durante il tour abbiamo potuto visitare le grandi metropoli nipponiche e lasciarci conquistare da una cultura tanto lontana quanto affascinante, in ogni sua piccola sfumatura. Oggi vogliamo raccontarvi cosa ci ha colpito del Giappone e perché, con brevi aneddoti e leggende che possano aiutarvi a comprendere la vera essenza di un Paese cosmopolita, dove passato e presente si fondo per restituire un universo di contrasti, colori e storie, che si imprimono per sempre nel cuore di ogni singolo visitatore.

 

Zero cestini = le città + pulite del mondo

La popolazione nipponica presta notoriamente attenzione alla salvaguardia delle meraviglie del proprio territorio in un’ottica sostenibile, non solo nelle grandi città ma anche nei paesi più piccoli. In Giappone si perseguono politiche urbane a rifiuti zero, basati su una ferrea economia circolare e il rispetto dell’ambiente, concetti impartiti alle nuove generazioni sin dalla tenera età. Per noi occidentali sarebbe impensabile vivere gli spazi comuni con la stessa facilità, ma un giapponese non solo è abituato a portarsi a casa la spazzatura generata ma, se vedesse una cartaccia a terra, la raccoglierebbe senza nemmeno pensarci. Se dunque ogni visitatore rimane stupido dal fatto che nemmeno nelle grandi metropoli sia possibile trovare dei cestini, in Giappone rappresenta la normalità, in particolare a seguito dei tragici eventi dell’attentato alla metro di Tokyo, avvenuti il 20 marzo 1995.

 

Il tatuaggio come libera forma di espressione è malvisto

 Nel Paese del Sol Levante ancora oggi chi è tatuato subisce delle limitazioni in campo lavorativo e non può arruolarsi o accedere a determinati posti statali. Addirittura a chi porta tatuaggi sul corpo è vietato l’ingresso negli onsen, le sorgenti termali tipiche, nonché una delle attrazioni più famose del Giappone. Ma perché?! Le ragioni sono essenzialmente due: i tatuaggi per la cultura popolare giapponese sono un chiaro simbolo di appartenenza alla mafia locale, la Yakuza, inoltre, il Giappone è stato per molti secoli un Paese chiuso, che per questa ragione ha conservato intatto il suo fascino e le sue tradizioni. La distanza geografica e il costo del viaggio facevano sì che il Giappone rimanesse solo un sogno nel cassetto del viaggiatore medio, ma ora le cose stanno cambiando e lentamente il Paese si sta aprendo al turismo e alle nuove culture.

 

Geisha VS Maiko: l’arte della seduzione             

Una delle figure tradizionali più affascinanti e controverse del Giappone è senz’altro quella della geisha, considerata dall’immaginario collettivo come vero e proprio simbolo della civiltà nipponica. Queste donne incarnano gli ideali di bellezza, perfezione stilistica ed eleganza femminile tradizionale, sono figure iconiche e fuori dal tempo. Si dice che una geisha sia in grado di incantare con il solo movimento della mano e tutta la sua grazia risiede nei gesti e nel portamento. Diventare geisha però è tutt’altro che semplice, servono infatti anni di studi e allenamento per saper esercitare le diverse arti. Il training inizia da bambine e, fino ai 20 anni, si prende il nome di maiko. Geisha e maiko indossano entrambe i tradizionali kimono in seta, sono truccate in modo particolare e portano elaborate acconciature tradizionali ma sono diverse tra loro, in particolare nel numero di orpelli, superiore nelle maiko e nelle acconciature, realizzate su capelli veri nel caso delle maiko e su parrucche per quanto riguarda le geishe. La fine del processo di apprendimento termina con la cerimonia ufficiale del colletto bianco e, solo a quel punto, una donna può essere considerata una geisha a tutti gli effetti.

 

Maneki Neko: il gatto della fortuna 

Considerato uno dei portafortuna più famosi al mondo, il Maneki Neko (o Maneki Cat) è uno degli oggetti tradizionali che più volte vi capiterà di incontrare durante il vostro soggiorno in Giappone. Letteralmente il nome significa “gatto che invita” e, diversamente da quanto si pensa in Occidente, il gatto portafortuna non sta salutando ma richiama l’attenzione di coloro che lo guardano. La storia del suo successo è scritta in una leggenda locale, in cui i protagonisti sono l’imperatore giapponese Oda Nobunaga e il samurai Ii Naotaka che, passando davanti ad un gatto con la zampa alzata (il gesto ripreso dal Maneki Neko), interpretarono il movimento dell’animale come un segno e si allontanarono dalla strada per raggiungerlo. Così facendo i due evitarono una trappola e quel momento in poi in Giappone i gatti sono considerati spiriti saggi e portatori di fortuna. La rapida e capillare diffusione del gatto Maneki Neko come portafortuna casalingo, nei luoghi di culto e negli esercizi commerciali è dovuta anche al proibizionismo del governo Meiji, che osteggiava tutti i vecchi talismani, molto in voga in quel periodo storico.

 

La Carpa Koi incarna le virtù dei Samurai

Nelle tradizioni artistiche orientali la carpa, meglio nota come Nishikigoi, assume molteplici significati, spesso legati ai concetti di perseveranza, fedeltà nel matrimonio e buona sorte. Non è un caso che questo pesce dai mille colori sia raffigurato come un destriero oppure come un messaggero divino e la sua longevità e il suo coraggio sembrano richiamare lo spirito del samurai, il valoroso guerriero giapponese dotato di forza, coraggio e pazienza. La carpa è sempre rappresentata in movimento ed è considerata uno dei pesci con più energia. Inoltre, è in grado di nuotare controcorrente e ciò viene interpretato dalla cultura giapponese come una rappresentazione anticonformista dell’individuo, dotato di perseveranza e numerose qualità che gli consentono di superare le avversità della vita. Per questo le carpe sono considerate anche di buon auspicio e ogni 5 maggio, in occasione della Festa dei bambini, è tradizione in tutto il Giappone esporre i Koinobori, enormi carpe di carta o di stoffa dipinte con colori vivaci, che ondeggiano nell’aria.

 

La vera anima del sushi

Nonostante condividano gli stessi ingredienti di base e i metodi di preparazione, ci sono differenze sostanziali tra il sushi giapponese e quello occidentale. Il sushi originale è costituito da riso bianco condito con aceto di riso e zucchero, che va a creare una base compatta lavorata a mano, sulla quale poi viene adagiata una fettina di pesce crudo, carne o altri ingredienti. Nel vero sushi giapponese, oltre ad una varietà superiore di pesci e abbinamenti possibili, troviamo sempre all’interno del riso anche il wasabi, la celebre pasta verde molto piccante ottenuta dalla lavorazione del rafano, che in Italia viene servita a parte perché il suo gusto particolare non piace a tutti. Per i giapponesi, inoltre, contaminare il riso con la salsa è considerato un gesto di maleducazione e, per mangiare correttamente il sushi, bisogna intingere solo il lato con il pesce o con l’alga.

 

Le cose che non ti aspetti

Per connettersi alla rete in Giappone è essenziale munirsi di un Pocket Wi-Fi, un dispositivo a noleggio grazie a cui è possibile accedere a Internet ovunque e con una copertura del segnale garantita al 99,9%, anche negli angoli più remoti della nazione. Nel Paese del Sol Levante disporre di un’automobile di proprietà non è una pratica molto diffusa, i suoi abitanti infatti sono abituati a muoversi con treni proiettile, autobus e soluzioni più sostenibili, che rendono ogni meta facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici ma meno con un’automobile noleggiata per l’occasione. Inoltre, in Giappone si parla poco l’inglese, specialmente uscendo dalle grandi città, discriminante da tenere sempre in considerazione addentrandosi nei piccoli paesi. Su tutto il territorio nazionale è vietato fumare liberamente per strada, è possibile solo all’interno di aree ben delimitate e, anche per questo, è difficilissimo trovare dei mozziconi a terra.

 


 

Il Giappone dunque è una terra magica e misteriosa che, grazie alla sua cultura e alle sue antiche tradizioni, conserva ancora oggi un fascino unico per le società occidentali, abituate ad usi e costumi profondamente diversi. Un Paese tutto da scoprire, in una moltitudine di paesaggi naturali, scorci emozionanti, metropoli, templi, piatti tipici e tecnologie all’avanguardia. A proposito di tecnologia: i treni proiettile Shinkansen, che raggiungono una velocità massima di 320 km/h, sono sicuramente il modo più rapido ed economico per scoprire tutte le meraviglie del Giappone.

I periodi migliori per visitare il Paese sono 2: quello primaverile, dai primi di marzo alla fine di maggio, quando la natura esplode rigogliosa e le città si tingono di mille colori e quello autunnale, che va dai primi di settembre fino alla fine di novembre. In questi mesi il clima risulta ottimale, con poche precipitazioni e si concentrano numerosi appuntamenti con festival e celebrazioni in tutte le principali località turistiche. In particolare, a partire da inizio marzo, è possibile assistere alla famosa fioritura dei ciliegi, che in Giappone sono noti con il nome di Sakura. È innegabile che il Sakura sia un fiore meraviglioso, che fiorisce e sfiorisce in pochi giorni e simbolicamente rappresenta la caducità della vita, la sua fragilità, ma anche il desiderio di assaporarne ogni istante. Il Sakura incarna al tempo stesso anche le qualità del Samurai, ovvero l’onestà, il coraggio, la lealtà e la purezza.

Se siete interessati a scoprire la vera anima del Giappone, non vi resta che passare a trovarci in Agenzia e scoprire tutti gli itinerari, le destinazioni mare e i tour dedicati a questo Paese incantato, negli ultimi anni molto in voga anche come meta per i viaggi di nozze. Per fissare un appuntamento con i nostri Agenti di Viaggio o richiedere un preventivo gratuito e senza impegno, mettiti in contatto con noi!

Pubblicato il 29 Febbraio 2024

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